Digiuno intermittente: moda o strategia nutrizionale?
A cura di Dott.ssa Antonietta Giglio
Nutrizione
Negli ultimi anni il digiuno intermittente è diventato uno dei temi più discussi nel mondo della nutrizione.







Spesso viene presentato come una soluzione rapida per dimagrire o "depurare" l'organismo, ma la realtà scientifica è più complessa e merita qualche chiarimento.

Cos'è il digiuno intermittente?

Non è una dieta nel senso classico, ma una strategia alimentare che alterna periodi di alimentazione a periodi di digiuno. I protocolli più studiati includono il 16:8 (16 ore di digiuno e 8 di alimentazione) o il digiuno a giorni alterni.



L'obiettivo non è solo ridurre le calorie, ma influenzare i meccanismi metabolici e ormonali.



Cosa dice la scienza?

Le evidenze scientifiche mostrano che il digiuno intermittente può:




  • migliorare la sensibilità insulinica

  • favorire il controllo del peso in alcuni soggetti

  • stimolare processi di "adattamento metabolico"





Ma attenzione, il digiuno ad intermittenza non è adatto a tutti!

Il digiuno intermittente può essere controindicato o poco indicato in alcune situazioni, come:




  • disturbi del comportamento alimentare

  • gravidanza e allattamento

  • alcune condizioni ormonali o metaboliche

  • stress elevato o ritmi di vita irregolari



In particolare nelle donne, studi recenti sottolineano come il digiuno prolungato possa influenzare ormoni, ciclo mestruale ed energia, se non personalizzato correttamente.



Saltare i pasti senza una guida adeguata può portare a:




  • carenze nutrizionali

  • fame incontrollata

  • stanchezza e irritabilità

  • rapporto disfunzionale con il cibo



Per questo, ogni strategia nutrizionale dovrebbe essere adattata alla persona, al suo stile di vita e ai suoi reali bisogni.